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Cambio Ritmo · 9 settembre 2026

#0003 Fai ordine prima di partire e inizia.

Quando un lavoro è veramente insopportabile, scarica tutti i pensieri con carta e penna!

Fine allenamento: fase di decompressione

Ogni volta che finisco un allenamento, mi fermo e rifletto su quello che è successo. Prendo qualche minuto per me, per respirare e darmi il tempo di ritornare nel mondo in cui riescono tutti a vivere senza correre.

Mi assicuro quindi in quel frangente in cui mi tranquillizzo di scrivere qualche appunto. Pre post durante, non è importante!

Così lunedì scorso ho mandato un commento al mio coach dicendogli esattamente queste parole: “60 minuti per decidere che allenamento fare, 45 minuti per finirlo.”

Perché da anni ho una valanga di distrazioni nella tasca e nel mondo che, volenti o nolenti, mi induce in tentazione in modalità pressoché infinita. E qualche volta deve essere successo anche a te...


Obiettivi diversi - intensità diverse

L’ultima settimana è stata più intensa delle altre perché il mio allenamento negli ultimi 15 giorni è cambiato radicalmente. Mi sto votando a qualcosa che mal sopporto, ma che non ho mai eseguito con costanza: la corsa!

Purtroppo ogni triatleta ha il suo tallone da Killer. Il mindset giusto è quello che ci porta in fondo alla gara con un ritmo sostenibile.

A volte bisogna cacciare giù qualcosa che non ci piace per raggiungere i propri obiettivi. E per me è la parte finale di quelle gare - la corsa!

Dunque in questa momento così impegnativo, sia il cervello che il fisico si stanno spostando verso una zona di dis-comfort e azionarli è davvero molto, molto difficile.

Ho speso 60 minuti della mia vita scrollando inutilmente e rispondendo a commenti pur di non andare a correre.

Avrei lavato pure i piatti e spazzato la cucina!

Finché ad un certo punto ho smesso di tergiversare e mi sono detta che era arrivato il momento di andare.


Scelte difficili, vita facile si dice

Non so se sia proprio così...

Comunque accade anche nella vita da imprenditore di fuggire da qualcosa che è difficile affrontare, a maggior ragione se sei ancora nella parte operativa del ristorante. Magari stai nel servizio e quando hai finito devi fare i lavori che non ti piacciono. Oppure sei una persona amante dei dati e ti devi impegnare a sorridere alle persone!

Insomma, sono sicura ci siano dei compiti ricorrenti che ti stanno sulle palle più degli altri nelle tue giornate, settimane o mesi. Sono i bocconi amari che nelle 18h in cui sei sveglio ti toccano e da cui cerchi di scappare.


Il punto di non ritorno

Arriva però il punto in cui ti dici che devi cambiare modo di affrontare le cose, non importa come. Magari te lo ha detto quel tuo amico, lo hai sentito in un post online, oppure hai sfogliato due pagine di un libro appoggiato sul comodino da anni.

Quando ci pensi, sono anche compiti importanti! Che ne so:

  • organizzare il magazzino;

  • alzare il numero degli ospiti in settimana;

  • aumentare il coperto medio del pranzo;

  • educare la tua forza lavoro!

  • e tanto altro.

E più ci pensi più vieni assalito dallo sconforto di tutte le cose che non riesci a fare. E allora la soluzione è mettere sul piatto cosa hai nella testa e cosa devi fare.


La mia strategia semplice ma efficace.

Durante la spesa in Esselunga li ho visti sullo scaffale e li ho presi al volo: semplici, copertina monocolore, interno a quadretti 0.5mm - vendita solo di quattro in quattro. E insieme a loro le penne blu, piccolo ricordo d’infanzia: pentel blu - praticamente infinite.

Non ci ho pensato troppo, per iniziare serve fare, non ragionare. Poi i dettagli si possono raffinare nel tempo :)

Ti bastano:

  1. Penna

  2. Foglio

  3. Orario sul calendario


Fai ordine

Una volta che hai deciso di fare il tuo lavoro noioso, ma non ne hai voglia, non trovi l’ispirazione, sei scocciato - o la qualsiasi scusa che vuoi, devi farlo!

  • prendi foglio e penna

  • accendi il timer del telefono o dell’orologio

  • inizia a scrivere

  • prenditi 5 minuti VERI. Sono lunghissimi 5 minuti di scrittura, se non li hai mai fatti davvero dovresti provare almeno una volta prima

Scrivi qualsiasi cosa ti venga in mente e svuota il cervello.

Scrivi cosa devi delegare, i tuoi sogni, il perché devi fare quel lavoro, come mai ti ritrovi lì, assicurati di segnare tutte le chiamate da fare dopo, di aver messo in muto il telefono, di scrivere il compleanno della prozia che non senti da 7 anni a cui vorresti andare a citofonare in quel momento...

E assicurati del tempo che ti dai per eseguire quella task!

La legge di Parkinson fa più o meno così: Più ti offri l’opportunità di diluire l’esecuzione di un lavoro nel tempo, più quel lavoro si prenderà tutto il tempo che può per essere eseguita.

Perché magari capita anche che stai dando a quel compito più importanza di quella che merita, finendo per dedicare 2 ore ad un compito che in realtà meriterebbe solo 45 minuti di sforzo.

Come d’altronde è capitato a me con la corsa.


Cosa rimandi da più tempo?

Sottovalutiamo troppo spesso ciò che riusciamo a fare da soli nel lungo periodo e sovrastimiamo moltissimo ciò che invece pensiamo di poter completare nel breve tempo.

Riuscire ad ottenere il controllo del proprio tempo, dei propri dati, dei propri numeri richiede costanza - e anche cazzimma.

  • Chiediti quali numeri vuoi guardare - prima di andare dal commercialista e non lasciare che ti arrivi il bilancio l’anno dopo.

  • Chiediti quali informazioni vuoi approfondire con i tuoi ragazzi - la prossima volta che PER CASO! ti capita di fare un brief.

  • Chiediti perché alcuni servizi funzionano meglio degli altri - in settimana e non il weekend.

Chiediti semplicemente: cosa ti interessa di più avere come obiettivo, fosse anche solo il tempo libero.

A presto!

op

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