Cambio Ritmo · 17 settembre 2026
#0004 L'allenatore non deve fare l'atleta
Ovvero del perché l'imprenditore-ristoratore deve comprendere il suo ruolo e distaccarsi molto bene dai suoi ragazzi
Un’esperienza che mi è rimasta addosso
Una volta mi è capitato di fare qualche squat con una allenatrice. Mi stava guardando mentre mi allenavo, e ammetto che ero terribilmente ferma nella mia zona di comfort, per quanto riguardava all’epoca la palestra.
Mi sistema la schiena, dicendomi che non proteggo le gambe, e che potrei addirittura provocarmi lesioni. E io tranquilla:
“ok ora mi passi il peso?“ e lei mi risponde di no.
Prendo quindi il peso e mi abbasso.
L’allenatrice si mette di fronte a me, e io la guardo:
“ora mi aiuti ad alzarmi però giusto?“ e l’allenatrice ancora una volta mi dice che non sto nemmeno respirando, e come dovrei farlo. Che per quel peso che ho addosso, basta prendere fiato.
Tiro un porco, un grosso sospiro e incredibilmente chiudo l’esercizio in men che non si dica.
Del perché il PT non può essere tutti i suoi atleti
Questo mio breve ricordo non è che il minimo della conoscenza su cui si basa la vita di un personal trainer o coach che lo si chiami.
Inoltre, ho citato un ricordo legato alla vita di palestra perché è quella che mi crea più difficoltà tecniche.
Ma se penso alla mia vita da atleta endurance, non posso che pensare alla corsa e quante volte il mio coach ha provato a cambiarmi i piani pur di trovarmi una soluzione.
E oggi forse siamo arrivati ad una quadra - ma non diciamolo ad alta voce!
Immagina se ogni volta ognuno di questi professionisti, con le difficoltà diverse dei suoi atleti, dovesse farmarsi a fare una parte del lavoro per te.
E l’imprenditore non può essere diverso dal PT
In ognuno di questi post io mi rivolgo chiaramente al settore della ristorazione. E mi immagino sempre l’imprenditore tuttofare, che sistema anche i rubinetti o i pavimenti, che sa fare la pasta per il pranzo, ma la sera sta fra i tavoli - dimenticando le comande, ma non fatelo parlare con i ragazzi, e se riesce in cassa per un piccolo sconto agli amici.
Ecco quella sono io.
Io che lo scorso anno che nell’ordine ho fatto:
Surf
Motocross, rotolando giù per la toscana
Arrampicata indoor - e dio solo sa quanto mi manca
Corsa
Poi ci abbiamo cacciato dentro un bel: barca a vela
Yoga, chi non ha il momento yoga?
Poi è iniziato l’amore per il triathlon
Ma arrampicata indoor wow
E allora triathlon
Poi e-bike su e giù per il Mont-Blanc
Quindi triathlon
E molte cose sono uscite un po’ così, perché volevo leggere i dati, capire le dinamiche, riuscire ad entrare nel vivo della situazione.
Insomma: cercavo di ragionare di testa senza lasciar andare le gambe, senza fare il mio lavoro sugli obiettivi impostati con l’allenatore, senza fare l’atleta.
Così come te quando...
hai le conoscenze per essere un allenatore davvero in gamba, ma vuoi essere allo stesso tempo un atleta presente su tutti i fronti.
Allenatore e atleta hanno due ruoli d i v e r s i
Così come imprenditore e dipendente richiedono di avere due professionisti che sappiano bene ciò di cui si occupano.
Da imprenditore, non puoi pensare di essere al loro livello, perché compiresti degli errori madornali come quelli di cui abbiamo parlato sopra:
ti ritroveresti con professionisti-atleti allo sbando che fanno ciò che vogliono, perché nessuno gli ha insegnato a prendere le decisioni;
vendite fatte completamente a caso e nessuna lettura dei dati, perché tanto “la sala ci chiede sempre questo piatto”; ma hai mai provato a guardare la cassa?
turnover di professionisti-atleti altissimo perché non ti sei mai fermato a parlare con loro, “tanto non sono capaci”; ma sei sicuro che non vorrebbero qualcosa di più, oltre ai soldi?
Questi sono solo 3 dei tanti esempi che mi vengono in mente di cosa un “allenatore di azienda” possa fare per i suoi atleti.
Ci sono molti altri punti, che se trovi necessario possiamo discutere insieme perché sì:
essere un allenatore non implica necessariamente avere smesso di imparare. E potresti incredibilmente avere un allenatore anche tu!
