Cambio Ritmo · 23 ottobre 2026
#0009 LidlTrek perde Ciccone, viva LidlTrek
Ovvero perché non dovrebbe essere un problema se un professionista non si sente più a tuo agio all'interno del team

Ciccone in alto, mentre Pidcock in basso al fotofinish
Lo sport che divide ed esce dai social
Se non segui il ciclismo probabilmente l’immagine che ho messo qui sopra non significa nulla. Per uno sportivo ha rappresentato giorni e settimane di scaramucce da bar.
Erano anni che non sentivo un dibattito, che non fosse calcio, passare dai social al bancone di un bar.
E questo dibattito è riuscito a sgattaiolare dai social per la dirompente forza di saper fare prendere una posizione. Perché sembrava un famigerato gombloddo! Una posizione che non doveva essere necessariamente
Il gombloddo de La “macchina fotografica” che non scatta nel modo corretto, per far vincere quello più conosciuto.
Nella foto infatti (non) vedi la linea dell’arrivo, bensì due atleti che sembrano sostanzialmente allineati, ma uno un po’ più in là. In giro per il web trovi svariate angolature: destra, sinistra, sopra - mancherebbe quella sotto ma abbiamo quella davanti.
Ora: non voglio tediarti su come funziona il fotofinish, ma solo darti una prospettiva importante; Pidcock era in rimonta dopo una caduta in curva, in salita.
Un fotofinish che stravolge una vita
Ciò che fa la differenza tra le gare di campionato mondiale / europeo in linea da quelle di squadra è la assenza delle radio. Insomma, non esiste una strategia di squadra e chi tira di più, il sopravvissuto, l’ultimo che arriva per la squadra - vince!
Quindi Tom, inconsapevole del gap con Ciccone... Ehm, ha delicatamente chiesto la bici alla poliziotta che voleva aiutarlo girandogliela in direzione arrivo e ha iniziato a spingere a tutta.
Temeva di non raggiungere Ciccone, che nel frattempo aveva preso il largo.
Una volta avuto nel mirino, non ha fatto altro che accelerare e lanciare il suo colpo di reni nel momento perfetto. Non prima, non dopo. Nel giusto istante!
Ecco: nel momento della ricerca del vincitore, per i giudici a Ciccone mancavano quegli 0,0028 secondi in più.
E dopo un anno passato a prendere secondi posti, a finire la benzina sulle salite - sue specialità, a perdere e non vincere... Beh, la sua dichiarazione è stata devastante:
“Una delle annate più brutte della mia vita per podi e piazzamenti collezionati, secondo posto che fa male”.
Il cambio di casacca che non cambia la squadra
Poco dopo è arrivato il cambio di maglia per Ciccone. A fine 2026, dopo 8 anni, passerà da LidlTrek a Pinarello Q36.5 a seguito, a suo dire, di molti ragionamenti partiti durante la primavera.
Non si sentiva più al suo posto, aveva voglia di cambiamento.
C’è chi dice che è giusto così, chi non vede l’ora di osservarlo in un nuovo progetto, chi dice che “era in un posto in cui nessuno tirava per lui” e infine chi afferma che è andato a meritarsi il posto che gli spetta.
E intanto LidlTrek?
LidlTrek è una potenza, letteralmente. E mentre Ciccone cambiava casacca si preoccupava della campagna acquisti per migliorare la squadra e implementare le performance dei ragazzi.
Perché non è il corridore che fa i 200 km o i 2000 km, bensì l’insieme dei lavoratori e i singoli diversi ruoli.
Chi voleva andarsene è stato sostituito
Ha recuperato dei pezzi alternativi per i prossimi anni
Sono stati allungati alcuni contratti
Non piagnucolare per chi vuole andare
Nel tuo ristorante dovresti comportarti esattamente così. La tua baracca, come piace chiamarla a me - e più grosse sono più sono difficili da gestire, ha “bisogno” di professionisti che si succedono, non che rimangono tutta la vita.
O meglio: il tuo ristorante ha bisogno di procedure di hospitality seguite da professionisti.
Nel momento in cui vogliono andare:
Sostituiscili, non c’è bisogno di pregarli per restare. Subito.
Anzi, magari è il momento per rinforzarti! Acquista qualche novità.
Allunga alcuni contratti o, nel caso della ristorazione, aumentali!
Sono le procedure che fanno l’ospitalità e che permettono al tuo ristorante di rimanere in piedi anche in questi momenti di difficoltà, non le persone. E soprattutto, ricorda che il locale, la catena, le ricette... Sono tue.
Nessun allenatore o presidente gesitsce la squadra senza idee
Nessun Mourinho, Ancelotti, Ferguson (scusa sono anziana) o Luis Enrique del caso fa lavorare a caso i suoi ragazzi. Eppure nessuno di loro rimane tutta la vita nella squadra.
Ognuno di loro usa particolari schemi e in base a questi chiede specifici professionisti al suo presidente. A quello che paga e che apre il portafoglio per capirci.
Cambio sport e ne prendo uno comunissimo in Italia perché è molto, molto più semplice comprendere.
Ma immagina la stessa cosa in uno sport infinitamente più lungo come il ciclismo, che dura 3 settimane per una “gara” come il Tour de France. Pensi che gli allenatori non abbiano degli schemi?
Ecco: se tu fossi l’allenatore della tua squadra di ristorante, che dura praticamente una vita, non 90 minuti, non 2 settimane, ma 10, 100, 200 anni... Pensi possa andare avanti SENZA uno schema?
Quindi:
Crea lo schema della tua organizzazione. Trova una persona per ogni ruolo.
A quel ruolo, non alla persona, fai rispondere una procedura.
Crea ovviamente il manuale delle procedure
E se manca, crea anche quello dell’inserimento: quale ruolo lo fa?
Se ne va una persona? Trovi subito la successiva, con manuale di inserimento e chi glielo fa.
Ti offro uno spunto:
Prenditi il tempo per seguire e concludere questi 5 punti, lavoraci poi con il tempo. Se cambiano le cose ricordati che non sei un albero e nemmeno il tuo ristorante.